La Sardegna segreta

La Sardegna segreta: Viaggio nella storia di Su Nuraxi e Santa Cristina

La Sardegna segreta: Viaggio nella storia di Su Nuraxi e Santa Cristina

Tabella dei Contenuti

Buongiorno a tutti, oggi voglio portarvi con me alla scoperta due perle nascoste al centro di una regione italiana, principalmente conosciuta per le sue spiagge, il suo mare, la sua cucina e le sue tradizioni la Sardegna.

Il nostro viaggio parte da Anela, paese che conosco solo io e la mia dolca metà perché il migliore amico del marito ha trovato la sua anima gemella.
Il nostro viaggio parte da qui, ma si snoda per sentieri affascinanti, foreste ai più sconosciute e siti archeologici praticamente deserti.

La Sardegna segreta Viaggio nella storia di Su Nuraxi e Santa Cristina

Tra questi, due siti archeologici: la Reggia di Su Nuraxi, nel cuore della Sardegna, e il Santuario nuragico di Santa Cristina, nella parte centro-occidentale dell’isola.
Entrambi raccontano la grandezza della civiltà nuragica e offrono uno spunto unico per un viaggio alla scoperta più intima di questa bellissima regione.
Come da tradizione questo viaggio è stato fatto con il famoso “cavallo d’acciaio” che ci ha portato anche ad Acqui terme e in altre località delle quali vi ho già parlato.
Siamo partiti alla mattina godendoci la calda e torrida estate sarda.

La Reggia di Su Nuraxi

La Reggia di Su Nuraxi è una delle meraviglie più straordinarie che la Sardegna ha da offrire.
Questo villaggio nuragico, situato nel comune di Barumini, rappresenta una delle testimonianze più significative della civiltà nuragica, che prosperò nell’isola tra il 1500 e il 500 a.C.

La Sardegna segreta Viaggio nella storia di Su Nuraxi

La struttura principale del sito è un imponente nuraghe a torre, che si erge maestosa nel paesaggio circostante. La torre centrale, costruita in blocchi di basalto, si sviluppa su tre livelli sovrapposti, raggiungendo un’altezza di 18,60 metri.
Questa torre, edificata tra il XVII e il XIII secolo a.C., è circondata da altre quattro torri, che formano un complesso murario imponente.
La struttura, che originariamente doveva essere ancora più grandiosa, è un esempio unico di ingegneria e architettura nuragica.
Questa struttura è veramente imponente, ma la cosa che mi ha sconvolto di più è stata trovare dei blocchi enormi posizionati ad almeno 4 metri di altezza e con una precisione disarmante.

Nel corso dei secoli, il sito ha subito diverse trasformazioni. Durante l’età del Bronzo tardo, intorno al 1300 a.C., furono aggiunti altri edifici, creando una sorta di villaggio fortificato.
Successivamente, nell’epoca del Ferro, il complesso fu arricchito da una seconda cortina muraria, e, nel VI secolo a.C., leggendo la varia cartellonistica che troverai lungo il sentiero, potrai scoprire che questo sito è stato utilizzato fino agli anni ’40 del secolo scorso come ricovero per le greggi.
Poi molti dei blocchi della struttura originaria sono stati impiegati nella costruzione di edifici, sipari e muretti a sassi che si trovano nelle vicinanze.

La Sardegna segreta Viaggio nella storia di Su Nuraxi

Oggi, la Reggia di Su Nuraxi è un sito archeologico di grande importanza, tanto che nel 1997 è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.
Gli scavi, condotti tra il 1950 e il 1957 dall’archeologo Giovanni Lilliu, hanno permesso di riportare alla luce numerosi oggetti quotidiani, utensili, armi, vasellame e oggetti ornamentali che raccontano la vita dei nuragici.

Come arrivare a Su Nuraxi

Su Nuraxi è facilmente raggiungibile in auto, partendo da Cagliari, che dista circa 70 km.
Percorrendo la Strada Statale 131 in direzione di Oristano, si arriva a Barumini, dove sono ben segnalate le indicazioni per il sito archeologico.
Il complesso è aperto tutti i giorni, con orari che variano in base alla stagione: da aprile a ottobre è possibile visitarlo dalle 9:00 alle 20:00, mentre da novembre a marzo l’orario di apertura è dalle 9:00 alle 17:00.
L’ingresso ha un costo di circa 12 euro per gli adulti, con sconti per bambini, studenti e gruppi.

Esistono anche pacchetti che includono visite guidate, permettendo ai visitatori di scoprire la storia del sito con l’aiuto di esperti locali.
Ma niente di impedisce di esplorarla e perderti per i suoi sentieri anche in autonomia, conta che una visita ti porterà via circa 3 ore.

Altro giorno altra perla… ma qui inizialmente sono stata scettica perché non capivo cosa stessimo andando a vedere, non capivo l’eccitazione del marito, non vedevo nulla ma solo campi dall’esterno del sito archeologico.
Poi mentre ci addentravamo nella nostra esplorazione ho iniziato a notare dei particolari, e a leggere i vari cartelloni.
Ho scoperto che….

Il Santuario nuragico di Santa Cristina

La costruzione del Santuario nuragico di Santa Cristina risale all’incirca all’XI secolo a.C., durante l’età nuragica, un periodo in cui la Sardegna era abitata da una civiltà misteriosa e avanzata, che ancora oggi affascina studiosi e visitatori.

La Sardegna segreta Viaggio nella storia di 
Santa Cristina

Il pozzo sacro si presenta come un monumento straordinariamente ben conservato, che si erge al centro di un ampio recinto circolare, delimitato da un muro in pietra che separa simbolicamente il mondo profano da quello sacro.
La costruzione del pozzo stesso è caratterizzata da una serie di gradini molto lisci e umidi (quindi attenzione a non cadere), che scendono verso una sala trapezoidale.
La sua copertura a thòlos (cupola allungata), realizzata con blocchi di basalto disposti con una maestria che lascia senza parole, si stringe progressivamente man mano che si sale verso la bocca del pozzo.

La forma stessa della costruzione, con il suo profilo che ricorda quello di una bottiglia o di una coppa rovesciata, evoca l’idea di un contenitore che raccoglie l’acqua, ma anche i sogni, i desideri e le preghiere dei devoti che vi si recano.
L’interno del pozzo è una vera e propria meraviglia architettonica. La cella circolare, la cui bocca è alta circa sette metri, è rivestita da una volta ogivale che lascia intravedere il cielo attraverso un piccolo oculus, (foro).

Alcuni sostengono che il pozzo fosse considerato un punto di accesso a una dimensione sotterranea, un passaggio verso un altro mondo, e che coloro che vi si avventuravano potessero entrare in contatto con gli spiriti degli antenati o con divinità che governavano le acque.
Le leggende che raccontano di riflessi lunari che si specchiano sull’acqua del pozzo durante particolari fasi lunari, o dei raggi del sole che entrano nel pozzo durante gli equinozi.
Entrambi i fenomeni sono un chiaro esempio di come la struttura potesse avere una funzione che andava oltre il semplice rituale legato all’acqua.

La Sardegna segreta Viaggio nella storia di 
Santa Cristina

Le teorie che collegano il pozzo sacro di Santa Cristina a fenomeni astronomici particolari, come la riflessione della luna nel pozzo durante il “lunistizio maggiore”, conferiscono a questo luogo un’aura ancora più mistica.
Si ritiene che, in particolari momenti dell’anno, la luce lunare possa entrare nel pozzo in modo da creare un effetto ipnotico, trasformando l’acqua in un liquido che brilla sotto i raggi della luna.
Questo fenomeno, che si verifica ogni diciotto anni e mezzo, è stato descritto come un’esperienza magica, capace di affascinare e di trasportare chi lo osserva in un altro piano della realtà.

Come arrivare al Santuario nuragico di Santa Cristina

Il sito è raggiungibile in auto da Oristano, seguendo le indicazioni per il comune di Paulilatino.
Una volta arrivati, il santuario è facilmente accessibile e ben segnalato.
Gli orari di apertura sono simili a quelli di Su Nuraxi, con il sito che resta aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 durante la stagione estiva e dalle 9:00 alle 17:00 durante l’inverno.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di circa 8 euro, con sconti per bambini e gruppi.

Anche qui, è possibile partecipare a visite guidate, che permettono di esplorare in profondità la storia e i significati del santuario.

Considerazioni finali

Entrambi questi siti archeologici sono un tesoro nascosto della Sardegna, offrono l’opportunità di scoprire la storia antica dell’isola, di immergersi nel mistero delle sue civiltà passate e di vivere un’esperienza unica, che unisce la bellezza del paesaggio alla fascinazione per il passato.

La Sardegna segreta Viaggio nella storia di Santa Cristina

Visitare la Reggia di Su Nuraxi e il Santuario di Santa Cristina significa percorrere un cammino che va oltre la semplice osservazione, ma che invita a riflettere sul legame profondo tra l’uomo e la natura, tra la spiritualità e la terra che ha nutrito le sue tradizioni.

La Sardegna nascosta, quindi, è pronta a svelarsi a chi ha il coraggio di andare oltre i sentieri più battuti, per scoprire la sua anima più autentica e profonda.

Articolo scritto da Eli

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